Ecco il capitolo successivo del nostro servizio sull’Isochimica, la fabbrica dei veleni di Borgo Ferrovia. Ai nostri microfoni Carlo Sessa, che ha lavorato nell’ex stabilimento

In occasione dell’affissione della nuova targa e della commemorazione dedicate alle vittime, che si terranno venerdì 7 giugno alle ore 16.00 davanti ai cancelli dell’ex stabilimento dell’Isochimica, abbiamo pubblicato la seconda delle tre video-interviste realizzate con Nicola Abrate, Carlo Sessa e Mario Giordano, che hanno vissuto in prima persona l’esperienza lavorativa nella fabbrica di Borgo Ferrovia, i quali continuano a portare avanti la lotta per vedere riconosciuti i diritti propri e dei loro colleghi.Isochimica

«Questa malattia ha un’incubazione di trenta, quarant’anni. Elio Graziano (proprietario dell’Isochimica e presidente dell’Avellino Calcio dal 1985 al 1987, ndr) invece di assumere persone già adulte, che sarebbero morte in modo naturale, fece al contrario, prendendo tutti giovanissimi, tutti, tra i 17 e i 20 anni, tranne qualcuno più anziano ma erano pochissimi. Quindi questo è un altro aspetto grave della questione, gravissimo perché era un progetto ben preciso, un crimine tra lo Stato e un privato, aiutato dai suoi “compagni di merenda”, che praticamente l’hanno assecondato» è la drammatica testimonianza di Carlo Sessa, il secondo degli ex operai che abbiamo incontrato.

Qui la prima parte: «VIDEO – Speciale Isochimica, l’intervista all’ex operaio Nicola Abrate»