Tempo fa abbiamo incontrato alcuni lavoratori dell’Isochimica, la fabbrica dei veleni di Borgo Ferrovia. Ecco uno dei tre speciali, in occasione dell’affissione della nuova targa e della commemorazione di venerdì 7 giugno alle ore 16.00, davanti ai cancelli dell’ex stabilimento

In occasione dell’affissione della nuova targa e della commemorazione dedicate alle vittime, che si terranno venerdì 7 giugno alle ore 16.00 davanti ai cancelli dell’ex stabilimento dell’Isochimica, abbiamo pubblicato la prima delle tre video-interviste realizzate con Nicola Abrate, Carlo Sessa e Mario Giordano, che hanno vissuto in prima persona l’esperienza lavorativa nella fabbrica di Borgo Ferrovia, i quali continuano a portare avanti la lotta per vedere riconosciuti i diritti propri e dei loro colleghi.Isochimica

«Il primo Natale, il signor Elio Graziano (proprietario dell’Isochimica e presidente dell’Avellino Calcio dal 1985 al 1987, ndr) fece arrivare un albero di Natale alto sette, otto metri. Un bell’albero di Natale, verde, pieno di vita. Chiesi ad alcuni lavoratori, che stavano scoibentando assieme a me, di fare una buca per metterlo dentro, ma dopo pochi centimetri incominciò ad uscire l’amianto che avevano interrato. Dopo qualche anno la pianta praticamente morì, quello fu il primo segnale negativo, un segnale di morte. L’albero rappresenta la vita, quindi questo episodio mi colpì molto» inizia così il racconto di Nicola Abrate, uno degli ex operai che abbiamo incontrato.