Violenza di genere in Irpinia: devono adottarsi provvedimenti concreti

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne si moltiplicano le iniziative, ma sono necessari interventi concreti a sostegno delle vittime anche in Irpinia

La sensibilizzazione contro la violenza di genere il 25 novembre e l’8 marzo sembra ormai una formalità anche in Irpinia. Se è vero, infatti, che l’informazione non è mai abbastanza, è altrettanto vero che si continua a morire per mano del proprio partner perché scarsi sono ancora i provvedimenti concreti per prevenirla e per aiutare le donne a denunciare e a liberarsi della violenza.

Un primo importante intervento andrebbe fatto nelle scuole, introducendo seminari ed incontri periodici con professionisti che possano guidare i ragazzi – già in età pre-adolescenziale – su come instaurare rapporti di coppia sani, paritari, rispettosi, anche non eterni. Perché diciamolo, una grossa fetta dei casi di violenza di genere nasce da dinamiche di coppia non equilibrate, in cui l’aggressività, la prevaricazione e le frustrazioni di uno o di entrambi i partner sfociano nei maltrattamenti fisici o psicologici. Siamo sicuramente mille miglia lontani dalle scuole del nord Europa che hanno introdotto l’eccentrica materia dell'”educazione sentimentale” (essenziale non solo rispetto a questo argomento, in verità), ma una programmazione efficace anche rispetto a queste emergenze di stretta attualità è ormai indispensabile.

Sono, poi, necessari interventi concreti a sostegno delle donne vittime di violenza. Non è immaginabile che, dopo il primo sostegno medico, psicologico e legale alle donne che si rivolgono ai centri anti violenza presenti sul territorio, si sia costretti a zittirsi allorquando le vittime chiedono dove potrebbero andare, lasciata l’abitazione coniugale, oppure come potrebbero sostenersi (visto che molte di loro dipendono economicamente dal partner). Ogni comune irpino, almeno quelli più grandi, dovrebbe avere a disposizione un alloggio da offrire nei primi periodi della crisi coniugale. Molte delle vittime hanno figli da tutelare e pur essendo innegabili i disagi legati al cambio di residenza e scuola, avrebbero meno paura di lasciare casa se sapessero di poter contare su una forma di accoglienza. E’, inoltre, indispensabile dar vita a delle buone prassi tra imprenditori finalizzate a creare posti di lavoro “dedicati” a chi attraversa un’emergenza e magari non è proprio giovane o non ha mai lavorato.

irpinia

E’ indispensabile fare un passo avanti rispetto al tema e non inaugurare più panchine rosse se non si è in grado di rispondere concretamente alle esigenze delle vittime, reali o anche solo potenziali. Ancora meglio sarebbe evitare che anche solo un’altra donna debba essere costretta a subire mortificazioni, fisiche e psicologiche e per far questo non dobbiamo dimenticare che gli uomini di domani, oggi sono i nostri figli.

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