domenica - 5 Dicembre 2021
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    Violenza sulle Donne, il Cav Di Donna promuove il “Reddito di Libertà”

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    Violenza sulle donne, il Cav Di Donna promuove il “Reddito di Libertà”: operatori pronti a compilare le domande

    Di Donna – Una vittima su tre è a reddito zero. In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere la coordinatrice Michela Iuliano invita le donne a recarsi al centro per compilare la domanda.

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    Le donne vittime di violenza che hanno intrapreso con noi un percorso, possono recarsi presso il Centro Antiviolenza per presentare la domanda di Reddito di Libertà, così come disposto nei giorni precedenti dall’Inps. La coordinatrice del centro Di Donna del presidio ospedaliero Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi Michela Iuliano apre le porte del centro e garantisce la piena operatività degli operatori per supportare le donne nella compilazione della domanda. “La documentazione si può richiedere al centro anti violenza Di Donna e all’operatore che le ha seguite, che saprà ben fornire i requisiti, utili a compilare la domanda in tutta le voci e documentazione richiesta” spiega.
    Con la circolare n.166 dell’8 novembre l’Inps illustra la disciplina del Reddito di Libertà introdotto con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (articolo 3 comma 1) del 17 dicembre 2020, destinato alle donne vittime di violenza senza figli o con figli minori che sono prese in carico dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, al fine di contribuire a sostenerne l’autonomia.
    La misura consiste in un contributo economico di 400 euro mensili pro capite, concesso in un’unica soluzione per massimo 12 mesi, finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale, nonché il percorso scolastico e formativo dei figli o delle figlie minori. La misura, inoltre, è compatibile con altri strumenti di sostegno al reddito.
    L’Inps chiarisce che destinatarie del contributo sono le donne residenti nel territorio italiano che siano cittadine italiane o comunitarie oppure, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno e le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria.
    L’Istituto specifica i requisiti di accesso al beneficio, il regime fiscale e le compatibilità con altre misure di sostegno come il Reddito di Cittadinanza o altri sussidi economici anche di altra natura (REM, NASpI , Cassa Integrazione Guadagni , ANF, ecc.). Sono fornite, inoltre, le indicazioni per la compilazione e la presentazione della domanda che deve essere presentata all’INPS dalle donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, tramite il Comune di residenza, utilizzando il modello allegato alla circolare.
    Per gli operatori comunali autorizzati all’inserimento e alla trasmissione delle domande, sono illustrate le funzionalità della procedura di accesso al servizio online che verrà appositamente rilasciata sul sito e le conseguenti modalità operative e contabili. Le domande non ammesse “per insufficienza di budget” potranno essere accolte in un momento successivo.

    LE ATTIVITA’ DEL CAV IN PILLOLE. Il Centro progetta e realizza percorsi di formazione sia del personale interno che dei soggetti esterni (come medici, operatori delle forze dell’ordine, assistenti sociali,insegnanti, etc.) e consulenze per operatrici di altri servizi, grazie alla collaborazione con la Cooperativa
    “Gruppo Incontro” della Toscana leader in questo campo. Svolge attività di promozione e prevenzione nelle scuole per incidere più a lungo termine sull’aspetto culturale/strutturale della violenza di genere. Promuove
    eventi, sensibilizza, si occupa della diffusione di buone prassi e campagne di prevenzione sul territorio per rispondere all’esigenza immediata e operativa di sensibilizzare e rafforzare la rete dei servizi sul territorio. Promuove la ricerca (indagini qualitative e quantitative), anche attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi alle donne che accedono al Centro, garantendo la massima riservatezza. Questi dati vengono raccolti ed elaborati dall’Osservatorio regionale sul fenomeno della violenza sulle donne. Infine promuove politiche e piani d’azione locali, contro la violenza, interloquendo con le amministrazioni regionali e locali.

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