Vittime di Dacca, l’ultimo volo per la loro amata Italia



0
vittime
Le vittime dell'attentato in Bangladesh

Dopo i passaggi burocratici e le formalità medico legali necessarie, le salme delle vittime italiane dell’attentato terroristico di venerdì a Dacca, rientreranno in Patria in serata o nella mattinata di domani

L’arrivo del volo che, riporta in Italia i corpi trucidati dei 9 italiani morti durante l’assalto terroristico all’Holey Artisan Bakery di Dacca, è previsto in serata, o al massimo, nella mattinata di domani all’aereoporto internazionale G.B. Pastine di Ciampino. 

Le bare di: Nadia Benedetti, Claudio Cappelli, Vincenzo D’Allestro, Claudia D’Antona, Simona Monti, Adele

Simona Monti-Dacca
Simona Monti sorella del Parroco di Santa Lucia di Serino

Puglisi, Maria Riboli, Cristian Rossi, Marco Tondat saranno accompagnate a casa dall’ambasciatore italiano Mario Palma coadiuvato dalle Unità di crisi della Farnesina e di palazzo Chigi che assisteranno i familiari delle vittime nelle incombenze burocratiche.

Queste nove anime si conoscevano ed erano solite uscire insieme dopo un’estenuante giornata di lavoro per colmare la mancanza degli affetti lontani e combattere il macigno della solitudine. Oltre ad essere colleghi, si consideravano una grande famiglia , composta da membri provenienti da tutta Italia, ognuno con una storia da raccontare ma accomunati dalla lontananza dalla Patria e dall’esigenza di lavorare per investire in un futuro più ricco di prospettive. 

Stasera, all’aereoporto romano di Ciampino, alla presenza dei familiari e del Capo dello Stato Sergio Mattarella, appena rientrato dall’America Latina, scenderanno dall’aereo 9 salme, una dietro l’altra, in fila indiana. Non si udranno parole, nessuna testimonianza dell’esperienza lavorativa sarà possibile ascoltare, non si vedrà alcun volto sorridente, soddisfatto per quanto realizzato a chilometri di distanza da casa, i familiari non potranno abbracciare calorosamente i rispettivi figli, fratelli, sorelle, nipoti. Il muro del dolore sarà infranto da un fragoroso applauso in ricordo di queste povere vittime di un’insana guerra religiosa. 

Leggi anche