Il volo dell’Angelo: tradizione secolare a Gesualdo



0

Gesualdo, domani (30 agosto) il tradizionale volo dell’angelo che ogni anno stupisce migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia

Il volo dell’angelo mette in scena la storia della lotta tra bene e male. In un affascinante scambio di battute tra l’angelo (sospeso su una fune d’acciaio) e il diavolo, l’intera comunità gesualdina (e non solo) si ritrova ogni anno in occasione della festa di San Vincenzo, per celebrare il proprio santo e riportare in vita una tradizione secolare ed emozionante, rigenerandosi. Gesualdini che vivono in tutto il mondo, puntuali si ritrovano nel loro amato paese per il grande evento (c’è anche la diretta streeming per chi vuole vivere a distanza l’emozione della festa).

Quest’anno, per la seconda volta nella storia del Volo, a planare sui cieli di Gesualdo ci sarà una bambina: Isabella Caloia, devota al suo Santo, e domenica vestirà il tradizionale (e meraviglioso) costume dell’angelo. Farà un percorso di 100 metri ad un’altezza di 25 metri circa, sorretto da una fune di acciaio, partendo dalla torre del Castello di Gesualdo, giungendo al campanile della Chiesa del SS. Rosario.  Terrà con gli occhi al cielo migliaia di spettatori e intratterrà un dialogo col temuto diavolo che quest’anno sarà interpretato da Maurizio Nitti (che prende il posto di Oreste D’addese che per ormai quasi un decennio ha svolto con grande passione questo ruolo).

angelo2Tra i due, simbolici rappresentanti del male e del bene, si inscenerà una lotta (verbale) con un lieto fine, un mix di fede e devozione. Il volo si terrà domani a mezzogiorno e mezzo dopo la tradizionale Santa Messa di San Vincenzo presieduta dal Vescovo. In serata, al termine della processione, l’angelo rifarà il percorso al contrario nel simbolico Ritorno al Cielo. Nonostante sia una celebrazione ultracentenaria, come ha ribadito più volte  Umberto De Cicco, priore dell’arciconfraternita el Santissimo Rosario di Gesualdo, le origini della manifestazione rimangono invece ancora non del tutto chiare, infatti dagli archivi della Confraternita della Chiesa del SS. Rosario sono emersi (purtroppo) pochi esaustivi elementi per una precisa ricostruzione storica.

L’evento suscita grandi emozioni, ed è il simbolo di una comunità viva e unita che, nonostante nell’arco dell’anno si disgrega per motivi di lavoro, in questo giorno si riunisce per vivere intensamente questo grande avvenimento.

Leggi anche