Walter Taccone: «Con me l’Agropoli non fallirà mai»

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Walter Taccone

«Le cose misteriose le fate ad Avellino, qui ad Agropoli dovete essere trasparenti altrimenti ve ne andate, noi già non vi vogliamo» hanno urlato a Walter Taccone alcuni tifosi dei Delfini

Il 7 agosto 2018, esattamente un anno fa, l’Avellino Calcio di Walter Taccone venne definitivamente esclusa dal campionato di Serie B (leggi qui). A dodici mesi di distanza, l’ex patron biancoverde è tornato a far parlare di sé.

L’imprenditore irpino, infatti, a margine di un incontro presso il Comune di Agropoli, ha illustrato il programma dell’U.S. Agropoli, club appena ripescato in Serie D dopo due stagioni trascorse in Eccellenza. Società di cui è presidente onorario e della quale è notoriamente simpatizzante, essendo anche residente nella località cilentana durante il periodo estivo.

Alla fine della conferenza stampa, Walter Taccone ha abbandonato la sala consiliare a causa della contestazione di alcuni tifosi dei Delfini, placati dal sindaco Adamo Coppola. «Le cose misteriose le fate ad Avellino, qui ad Agropoli dovete essere trasparenti altrimenti ve ne andate, noi già non vi vogliamo» gli ha urlato all’unisono un gruppo di sostenitori azzurri. Preoccupati per un’eventuale vittoria dell’ex presidente dell’Avellino nel ricorso al Consiglio di Stato e del conseguente fallimento dell’Agropoli, causato da un possibile disinteresse, sono stati rassicurati dallo stesso Walter Taccone con queste parole: «Con me non succederà mai questa cosa».Walter Taccone

Ecco le dichiarazioni salienti di Walter Taccone:

-«Sono anni che Domenico (Cerruti, presidente dell’Agropoli, ndr) mi chiede di dargli una mano, ma per le note vicende dell’U.S. Avellino non ho potuto mai farlo perché vi ricordo che io sono ancora un presidente iscritto alla FIGC, con una matricola e un titolo. La mia società non è fallita, non ha avuto mai problemi economici. Ricordo a tutti che il 5 luglio 2018 ho fatto un aumento di capitale di 3 milioni e 700mila euro e dopo cinque giorni non ci hanno iscritti per un pezzo di carta arrivato 18 minuti dopo l’ultimo termine, uno scandalo che tutta l’Italia ormai conosce».

-«Non posso essere presidente di due squadre iscritte alla FIGC (il regolamento ce lo vieta) e dare una mano in prima persona a questa bellissima città nella quale vivo da dieci anni, sia d’estate che nei fine settimana invernali. Tante volte sono venuto a vedere l’Agropoli Calcio, anzi forse ho visto più partite dell’Agropoli che altre. Detto questo, ho presentato a Cerruti tre miei amici nonché collaboratori personali: il dott. Siciliano, commercialista di Napoli; la famiglia Bisogno, proprietaria di un’azienda di calcestruzzi; e Lino Vuolo».

-«Ho fatto la Serie D soltanto il primo anno, quando ho preso l’Avellino dal fallimento dei fratelli Pugliese, dopodiché abbiamo fatto 9 anni di professionismo tra Lega Pro e Serie B. La rosa dell’Agropoli che abbiamo preparato, e che non è ancora completa, ha tutti i crismi per poter ben figurare in questo campionato. La squadra, in questo momento, è in ritiro sul campo in erba sintetica di San Michele di Serino (AV)».

-«Nel momento in cui l’Avellino perderà definitivamente il ricorso al Consiglio di Stato, chiederemo i danni nel giudizio civile e solo allora avrò la possibilità di comparire come socio o come presidente dell’U.S. Agropoli. Per cui chiederemo soltanto i danni alla FIGC, per tutto quello che ci hanno creato. Vi ricordo che: ho perso 14 milioni e mezzo di euro di giocatori, che sono stati svincolati a parametro zero; ho perso il titolo della Serie B, che vale 10 milioni; ho perso 4 milioni di sponsor, che avevano già dato la loro adesione; senza contare i danni morali che abbiamo dovuto subìre».

Walter Taccone
Domenico Cerruti (a sinistra) e Walter Taccone. Fonte: AgropoliNews

All’U.S. Agropoli darò tutto il mio apporto tecnico e conoscitivo, attraverso le mie amicizie e conoscenze calcistiche, per la costruzione della squadra e per affrontare il campionato. Farò qualcosa in più se dovesse essere necessario, quindi anche sotto l’aspetto economico».

-«Mi devo dare un piccolo “colpo in testa”, perché mi avevano proposto la Lega Pro e un elevato indennizzo di danni, ma io ho detto di volere la Serie B e non i soldi o la Serie C. Mi sono intestardito, abbiamo perso il ricorso al TAR. Al Consiglio di Stato lavoreremo diversamente per avere semplicemente l’annullamento della prima sentenza, a causa della quale non ci hanno iscritti al campionato. Quindi non chiederò di essere ammesso automaticamente alla Serie B, perché i poteri forti probabilmente hanno lavorato, e continueranno a lavorare, contro l’U.S. Avellino».

Negli anni precedenti, ad Avellino, sono stato accusato di dare poco risalto al settore giovanile, ed era vero. È stato un mio errore, ma ora spero di poterlo realizzare qui ad Agropoli dando spazio ai giovani calciatori della provincia (di Agropoli, Capaccio, Paestum)».

Quello che ho fatto fino ad ora ve lo regalo. Il ritiro ve lo garantisco, l’allenatore ve l’ho dato, prendete un altro socio che sia più gradito alla piazza. Grazie di tutto lo stesso, arrivederci».