Yuri picchiato ad Avellino, ancora tante ombre sul caso



0
piazza Kennedy, yuri

Giovedì un ragazzo 17enne di nome Yuri è stato picchiato nel parco di piazza Kennedy, ad Avellino, ma ci sono ancora alcuni elementi poco chiari

Esiste un solo dato di fatto, incontestabile: Yuri, 17enne irpino, è stato malmenato in pieno giorno nel parco di piazza Kennedy, ad Avellino. Intorno a questo avvenimento di cronaca sono girate voci instancabili spinte da un flusso di coscienza che talvolta ha, probabilmente, sfiorato la verità, talaltra ha rasentato la xenofobia e il razzismo di natura religiosa.

Il fatto

Giovedì all’uscita da scuola Yuri si reca con degli amici nel parco di Piazza Kennedy. Stando a quanto detto da persone vicine alla famiglia del ragazzo, quest’ultimo stava festeggiando con gli amici l’ormai imminente fine dell’anno scolastico, bagnandosi a vicenda con delle bottigliette d’acqua. Per questo motivo Yuri avrebbe sentito la necessità di sfilarsi la maglia ormai bagnata. Sempre stando al racconto della famiglia, si sarebbero avvicinati due soggetti che gli avrebbero intimato di indossare nuovamente la t-shirt, perché il petto nudo urtava la loro sensibilità nel periodo del Ramadan.

Dal rifiuto del ragazzo sarebbe nata una rissa, durante la quale Yuri, pratico di pugilato, si sarebbe inizialmente difeso. In un secondo momento i due avrebbero tirato fuori un coltello e a quel punto il 17enne non avrebbe più reagito, intimorito dall’arma bianca. Gli aggressori non hanno usato il coltello, ma avrebbero continuato a picchiare il ragazzo a suon di calci e pugni. Il giovane non ha riportato gravi conseguenze, fortunatamente, eccetto un trauma facciale.

yuri
Gli aggressori di Yuri, in una delle poche immagini disponibili

I social e i giudici del web

A seguito della vicenda il web si è scatenato, i post sull’aggressione non si contano più. Ben poche persone hanno lasciato spazio alla lucidità mentale, gettandosi immediatamente sulle tastiere, pronti a commentare indignati. Gli insulti xenofobi non sono quantificabili nei commenti ai vari post: “Picchiati in casa propria, tornate a casa”, “Via gli immigrati violenti”, “Rispettassero le nostre tradizioni”.

Tramite social, in particolare nel gruppo Facebook “Non Sei Irpino Se…” sono state riportate dal gestore Luca Del Gaudio testimonianze di familiari e persone vicine al ragazzo:

Sono il cugino del ragazzo in questione e purtroppo è tutto vero e invece che fare fare i finti perbenisti cercate e cerchiamo di fare in modo che cose simili non accadano perché oggi è toccata alla mia di famiglia domani probabilmente la vostra non c’è onore alla violenza né a risposte stupide sui social “.

Presente sul luogo dei fatti ha parlato con Yuri e la Polizia – Alfredo Santulli “Ho parlato io sia con i poliziotti che con i ragazzi ed è tutto vero, anzi, ho avuto anche una forte discussione con la Polizia, per l’operato. Ho visto la faccia tumefatta di quel ragazzo, poteva essere mio figlio, il terrore negli occhi del padre, intervenuto poco dopo”.

Il professore che ha parlato direttamente con Yuri –Flavio Zefilippo“Sono un professore di Yuri, appena ascoltato poco fa. Alcuni giornali riportano la notizia che gli aggressori fossero di Napoli e non c’era nessun coltellino……tutto sbagliato. Erano stranieri ed avevano un coltellino. Adesso siano stranieri o no tolleranza zero”.

Le ombre sul caso Yuri

Esistono diversi punti di questa vicenda poco chiari. La confusione nelle notizie circolate è sinonimo di impossibilità nel capire come realmente sia andata la vicenda. Si parlava di aggressori partenopei, poi musulmani. Si è parlato di due uomini di colore, ma le poche immagini fino ad ora analizzate hanno dimostrato che si tratta di persone di carnagione olivastra.

L’attenzione è stata focalizzata sulla questione religiosa e sul Ramadan, ma gli inquirenti non escludono la possibilità che si tratti di due persone di etnia rom, dunque ben lontane dal mondo islamico. Tutte le testimonianze sopra riportate sono di persone che non hanno assistito direttamente alla vicenda . Tutto ciò nulla toglie al legittimo e naturale dolore dei familiari, ma le parole vanno pesate, che siano scritte da tastiera o pronunciate verbalmente. Sempre tramite social è stata messa in piedi una manifestazione in difesa di Yuri questa mattina.

Leggi anche